Chi dona sangue inizia un nuovo racconto

pubblicato il 16/05/2019 11:05, ultima modifica 16/05/2019 11:05
Al via la campagna 2019 di Regione Emilia-Romagna, Avis e Fidas. I donatori come testimonial, per rendere 'contagioso' un gesto di solidarietà e altruismo. Tutti i dati 2018 e l'andamento del primo trimestre 2019, per provincia.

"Donare sangue mi fa stare bene. Donare sangue è una delle mie passioni. Non è la dimensione del dono che conta, ma la dimensione del cuore che lo dà. Per i donatori di sangue la vaccinazione è gratuita”.

A raccontare le mille buone ragioni che li hanno spinti a compiere questo gesto di altruismo sono loro, i donatori, protagonisti della campagna di comunicazione 2019 di Regione Emilia-Romagna, Avis e Fidas: #IoTiRaccontoChe. Uomini e donne, giovani e meno giovani, che hanno con orgoglio ed entusiasmo prestato il proprio volto, e scelto il messaggio da trasmettere, per far sì che sempre più persone vengano “contagiate” dalla volontà di donare.

Lanciata lo scorso anno, la campagna regionale “Chi dona sangue inizia un nuovo racconto” ha messo a disposizionequesto hastag, ovvero l’etichetta che sui social network funge da aggregatore tematico, per chi voleva raccontare, e socializzare, la propria esperienza. Le tante testimonianze dei donatori sono state raccolte e nove di loro, partecipando ad un vero e proprio set fotografico, sono diventati testimonial della campagna di quest’anno. Che prevede manifesti, locandine e, nelle sedi di Avis, Fidas e al Centro Regionale Sangue, totem e corner informativi dove, chi vorrà, potrà continuare a offrire la propria testimonianza di donatore su una lavagna rossa, fotografarsi e condividere l’esperienza sui social. A maggior ragione in un momento, come quello estivo ormai alle porte, in cui è particolarmente importante sostenere la donazione. Infatti,un messaggio della campagna recita “Ricordati di prenotare la tua donazione”, per essere sicuri di andare in vacanza solo dopo avere donato.

I contenuti della campagna e i dati 2018 sulla donazione di sangue in Emilia-Romagna, con l’andamento del primo trimestre 2019, sono stati illustrati alla stampa oggi in Regione, a Bologna, dalla direttrice generale Cura della persona, salute e welfare, Kyriakoula Petropulacos, dal responsabile del servizio Assistenza ospedaliera, Anselmo Campagna, e dalla direttrice del Centro regionale sangue, Vanda Randi. Presenti anche i presidenti di Fidas e Avis Emilia-Romagna, Michele Di Foggia e Maurizio Pirazzoli, e come ospiti d’eccezione alcuni dei donatori di sangue protagonisti della campagna.    

Il sistema regionale sangue
Grazie innanzitutto ai donatori - arrivati nel 2018 a toccare quota 139.250, in crescita rispetto allo scorso anno - ai volontari delle associazioni e a un sistema regionale sangue solido e innovativo, anno dopo anno l’Emilia-Romagna è in grado di mantenere l’autosufficienza: ciò significa che nessun intervento né alcun tipo di attività sanitaria in cui fosse necessaria una trasfusione è stato rimandato. Non solo, perché la regione continua a donare sangue ad altre, non autosufficienti, che soprattutto in caso di emergenze devono essere aiutate: un dato anch’esso in aumento, con 8.763 unità inviate rispetto alle 6.159 del 2017. Ma non si può abbassare la guardia, e proprio per questo motivo la Regione conferma il proprio impegno anche sul fronte della comunicazione, per sensibilizzare sempre più i cittadini rispetto a un gesto così importante per la collettività.

Sangue: i dati 2018 in Emilia-Romagna
Aumentato, nel 2018, il numero totale di donatori in Emilia-Romagna, che hanno un'età media di 40/42 anni: 139.250 contro i 137.039 del 2017. E sono state 197.194 le unità di sangue trasfuse, a fronte di 213.890 unità raccolte; la diminuzione dell’utilizzo del sangue trasfuso (-2% rispetto alle unità del 2017, che erano state 201.552) è frutto di un impiego sempre più appropriato di questa risorsa in relazione alle necessità e alle condizioni del paziente, di tecniche operatorie all’avanguardia e dell’introduzione di strategie di contenimento della terapia trasfusionale.  
Buono anche l’andamento del primo trimestre 2019, in cui si registra un aumento delle unità raccolte in aferesi: 15.714, contro 14.672 nello stesso periodo 2018; restano complessivamente stabili le donazioni di sangue intero (822 unità in meno rispetto allo scorso anno). Anche il totale delle donazioni, sangue intero più aferesi, è complessivamente stabile: 69.719 nel primo trimestre 2019, contro 69.499 del primo trimestre 2018.

Come si diventa donatore
Donare il sangue è semplice. Chi intende diventare donatore può recarsi, possibilmente a digiuno, nei centri di raccolta o nei punti di raccolta sangue della propria città dove sarà accolto e accompagnato da un medico per un colloquio, una visita e un prelievo del sangue necessario per eseguire gli esami di laboratorio prescritti per accertare l’idoneità al dono. L’idoneità verrà comunicata con lettera o telefonicamente.
Per informazioni sulla donazione e sul centro o punto di raccolta della propria città è possibile telefonare al numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033 033 (attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8,30 alle ore 18 e il sabato dalle ore 8,30 alle ore 13); utilizzare la e-mail del sito sangue: donaresangue@donaresangue.it; contattare le Associazioni Avis e Fidas: emiliaromagna@avis.it  -  presidenza@fidas-emiliaromagna.it, consultare i siti di Avis e Fidas Emilia-Romagna. /EC

Tutto il materiale grafico relativo alla campagna è disponibile in alta risoluzione qui: http://salute.regione.emilia-romagna.it/campagne/chi-dona-sangue-inizia-un-nuovo-racconto-2019

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