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L'Ospedale San Camillo vive perché è utile a tutta la comunità ferrarese e non perché qualcuno lo difende a spada tratta

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pubblicato il 08/09/2010 15:00, ultima modifica 09/09/2010 13:03
“Il San Camillo non è un Ospedale destinato all’estinzione, alla chiusura, mantiene invece le sue caratteristiche vitali ed è un chiaro esempio di come anche i piccoli ospedali possano sopravvivere se collocati all’interno della rete ospedaliera provinciale e regionale. Se non avessimo ritenuto il San Camillo utile e necessario per tutta la comunità, non solo comacchiese, non sarebbero stato potenziato e non si sarebbero investiti oltre 11 milioni di euro, di cui 1 milione e mezzo in sole attrezzature tecnologiche”.

Con queste parole Fosco Foglietta, Direttore Generale dell’Asl di Ferrara, ha presentato in una conferenza stampa tenutasi nella Sala del Consiglio del Comune di Comacchio, alla presenza del Sindaco, Paolo Carli, il “Rapporto di sintesi su ciò che è stato fatto e si sta facendo all’Ospedale S. Camillo di Comacchio”.
Accompagnato dal Direttore Sanitario, Edgardo Contato, dal Direttore del Presidio Unico Ospedaliero, Dario Pelizzola, e dai vertici aziendali, Foglietta ha illustrato come dal 2006 ad oggi siano stati mantenuti tutti gli impegni presi dall’Azienda e dalla Regione con l’accordo stipulato e come alcuni servizi non previsti nell’accordo siano stati attivati: chirurgia estetica, endoscopia digestiva, radiodiagnostica e polo odontoiatrico a servizio dell’intero distretto sud-est.

In allegato i Report presentati.

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