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Cento: l'area medica sperimenta un nuovo modello di visita "Ward Round"

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pubblicato il 31/03/2017 13:55, ultima modifica 31/03/2017 13:59
Zoli: adottato un modello alternativo basato sulla visita come momento di confronto strutturato tra medico ed infermiere

Il momento del “giro visita” in ospedale è uno dei momenti fondamentali nell’organizzazione del lavoro in reparto. Ha indubbiamente un’importantissima ricaduta sul paziente e sui suoi famigliari ed una altrettanto rilevante - ma forse meno evidente a chi non è del settore - sulla programmazione delle cure e la presa in carico del paziente. Proprio per questo, tra i diversi e numerosi progetti messi in campo per migliorare e adeguare la capacità di risposta dell’ospedale, in un contesto di bisogni che cambiano e che crescono, nell’area medica di Cento diretta dal Prof. Giorgio Zoli è partita la sperimentazione del progetto Ward Round. Una sperimentazione che, a partire da lunedì 27 marzo 2017, interessa anche la Cardiologia.

Ward round, che parola difficile professore. Di cosa si tratta?

E’ un termine tecnico per descrivere modelli alternativi di visita medica. Nel caso specifico di Cento, già da qualche mese stiamo lavorando per creare - nella routine di reparto - un momento strutturato di confronto tra personale medico ed infermieristico.

Un approccio già diffuso a livello internazionale, ma ancora poco noto e applicato in Italia, basato su un cambiamento culturale ed organizzativo del personale sanitario, che prevede un percorso informativo/formativo rivolto a tutte le figure professionali coinvolte nella cura del paziente ricoverato.

FOTO_ area medica di cento sperimenta nuovo modello di visita (3)Medici ed infermieri lavorano quotidianamente insieme. C’è bisogno di definire momenti precisi di dialogo?

Pensare a questo momento come ad un semplice passaggio di consegne è sbagliato. Definire una modalità di lavoro che prevede in confronto multiprofessionale è indispensabile per migliorare la programmazione del ricovero e di tutti gli approfondimenti diagnostici che si rendono necessari, dando vita ad una relazione strutturata che disorienti meno medici, infermieri e pazienti.

Nella sperimentazione abbiamo stabilito criteri e modalità della visita di reparto, in modo da standardizzare quanto più possibile questo aspetto del lavoro un reparto.

Quindi in medicina a Cento come avviene la visita quotidiana?

I momenti in realtà sono tre: visita seduta, visita a letto ed una valutazione finale (debriefing). L’orario d’inizio è fissato per le 9:30 per permettere a tutto il personale di reparto di partecipare. Il contesto in cui avviene è organizzato: il personale ha a disposizione tutti gli strumenti di lavoro, come le cartelle cliniche, le consegne mediche e infermieristiche - in gergo tecnico “SBAR” - ed  il “visual management” ovvero la programmazione visiva del percorso del paziente fino alla dimissione. Medici ed infermieri arrivano alla visita già preparati sullo stato dei pazienti e le uniche interruzioni consentite sono quelle per le urgenze.

Nella VISITA SEDUTA - che ha una durata massima di mezzora quaranta minuti - ci si accorda su quali degenti visitare per primi. Per i nuovi accessi i professionisti si confrontano sulle condizioni del paziente: diagnosi di ricovero, anamnesi completa, stato sociale, problemi assistenziali individuati e programmazione dell’iter diagnostico-terapeutico con stima preliminare della dimissione o del trasferimento. Per i pazienti noti, l’attenzione è focalizzata maggiormente su nuovi problemi emersi o nuove informazioni acquisite grazie anche ad esami e consulenze svolte.

Si passa poi alla VISITA AL LETTO: sempre circa mezzora – quaranta minuti in cui si lavora insieme per costruire e dare valore alla relazione con il paziente in cura. Il personale sanitario si presenta al letto con una strategia condivisa, che dà maggiore certezza a medici ed infermieri. Ciò è fondamentale perché rassicura anche il paziente che nel colloquio trova un interlocutore aperto, cordiale e più disponibile.

Se durante la visita al letto emergono novità rispetto a quanto discusso nella prima fase, si può effettuare un breve confronto ed un breve aggiornamento della documentazione. All’uscita della stanza, per rispettare la privacy del paziente, il DEBRIEFING.

La nuova visita, come ho spiegato, è un momento di confronto, scambio di informazioni e di formazione per tutto il personale coinvolto, per tale motivo è necessario che partecipino medici ed infermiere di settore ma anche eventuali altre figure professionali - penso al coordinatore infermieristico, al primario, a tirocinanti e specializzandi - secondo le specificità di giorno in giorno programmate.

La sperimentazione funziona? Avete già dei risultati?

È presto per dirlo: occorrono almeno 2 mesi di applicazione del metodo in modo continuo ed esatto. Contiamo di avere i primi dati all’inizio dell’estate; la percezione condivisa è, in generale, di un buon gradimento da parte di tutto il personale coinvolto. Soprattutto perché consente di allineare le modalità di lavoro dei professionisti e devo dire che già a maggior parte dei colleghi senza troppi sforzi, hanno adottato la nuova modalità di lavoro.

Tra gli indicatori che ci siamo dati per la valutazione del nuovo approccio vi sono la standardizzazione della visita, il suo contenimento in termini di tempo ed una maggiore efficienza della comunicazione e della relazione tra medici ed infermieri.  

 FOTO_ area medica di cento sperimenta nuovo modello di visita (2)Ci ha parlato di nuovo approccio, nuova modalità, sperimentazione… È davvero così innovativa l’organizzazione della visita all’area medica di Cento?

Siamo gli unici in Emilia - Romagna ed i primi in provincia di Ferrara ad adottare questo modello: possibile solo laddove ci sia un forte impulso di cambiamento culturale ed organizzativo.

Già dal 2014, l’Ospedale di Cento - nell’ambito della riorganizzazione delle strutture ospedaliere secondo il modello per intensità di cura - ha impostato il proprio lavoro per intensità di cura e complessità dell’assistenza. Un modello che negli anni ha catturato l’attenzione anche di altre realtà: lo scorso ottobre una delegazione di 5 professionisti della Direzione Medica e Infermieristica dell’Istituto Ortopedico Rizzoli ha fatto visita al SS.Ma Annunziata per osservare sul campo l’organizzazione per intensità di cura, in particolar modo per quanto riguarda il percorso chirurgico.

Mentre a gennaio Stefano Formentini e Nicoletta Lo Monaco - rispettivamente Direttore del Presidio Unico Ospedaliero e medico di Direzione dell’AUSL Di Treviso - hanno fatto visita all’Ospedale di Cento per osservare sul campo la riorganizzazione per intensità di cura e complessità dell’assistenza della piattaforma chirurgica.

Il progetto che oggi, insieme al dott. Sassone primario di Cardiologia, stiamo realizzando con il coinvolgimento di Medicina e Cardiologia (per un totale di 67 posti letto) è la naturale evoluzione di quello stesso modello di ospedale d’avanguardia sul quale da anni lavoriamo. Per questo riteniamo indispensabile valutare attentamente il processo d’introduzione della nuova metodologia di visita, indagarne il livello di gradimento, la percezione della qualità del lavoro e del ruolo dei vari componenti dell’equipe, con particolare attenzione ad identificare le criticità, i dubbi, i punti di resistenza espressi dal personale medico ed infermieristico attraverso rilevazioni ed indagini in itinere. Una progettazione partecipata, quindi, quella che stiamo portando avanti con il contributo anche del servizio di Formazione e Aggiornamento Interaziendale ed in particolare della responsabile Annamaria Ferraresi, che ci sta supportando nell'intero progetto.

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