Tu sei qui: Home / Home Page / News / Archivio News / Emergenza urgenza e integrazione pre e intra ospedaliera: Il modello ferrarese riconosciuto a livello nazionale

Emergenza urgenza e integrazione pre e intra ospedaliera: Il modello ferrarese riconosciuto a livello nazionale

archiviato sotto:
pubblicato il 31/03/2017 14:20, ultima modifica 06/04/2017 11:30
L’esperienza ferrarese è stata infatti segnalata come modello da seguire per la forte integrazione che si è sviluppata nel corso di questi anni tra emergenza pre - ospedaliera ed emergenza intra – ospedaliera

Proprio per il venticinquesimo anno dalla nascita del sistema di emergenza urgenza, questa settimana, si sono ritrovati a confronto a livello nazionale,  relatori chiamati dalla Federazione Italiana di Medicina d’emergenza e urgenza e delle Catastrofi. All’evento  “Il sistema di emergenza urgenza sanitario: 25 anni dopo”, che si è tenuto a Roma al Senato della Repubblica e, per  la provincia di Ferrara, ha avuto l’occasione di relazionare Adelina Ricciardelli, responsabile di Pronto Soccorso dell’Azienda USL di Ferrara.

Per l’occasione, l’esperienza ferrarese è stata infatti segnalata come modello da seguire per la forte integrazione che si è sviluppata nel corso di questi anni tra emergenza pre - ospedaliera ed emergenza   intra – ospedaliera.

Ricciardelli, ripercorrendo le diverse trasformazioni che si sono susseguite nel corso di questi anni sul territorio ferrarese, ha infatti presentato le specificità dell’attuale sistema di Emergenza urgenza attualmente operativo per rispondere ai bisogni di assistenza della popolazione ferrarese.

Come ha voluto sottolineare Ricciardelli - l’essere stati segnalati a livello nazionale come modello da perseguire è un riconoscimento importante per tutti i professionisti che nel corso di questi anni hanno lavorato e continuano a svolgere la propria attività nel settore dell’emergenza urgenza della provincia di Ferrara.

Il sistema di emergenza e urgenza rappresenta sicuramente un importante settore della Sanità che ha migliorato la qualità dell’assistenza pre-ospedaliera e ospedaliera per le patologie “tempo dipendenti” e per quelle ad “elevato rischio di evoluzione negativa” e più di ogni altro ambito, ha il carattere dell’universalità e della sussidiarietà per le categorie più vulnerabili come anziani, poveri e migranti.

Solo 25 anni fa, tutto ciò che capitava fuori dall’Ospedale era lasciato al caso. Solo con “l’atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza”, pubblicato nel 1992 – si è dato avvio ad una organizzazione del sistema che comprende la fase di allarme con l’uso del numero unico telefonico 118, la fase pre - ospedaliera costituita da mezzi e professionisti del soccorso ed una rete di servizi ospedalieri differenziati per complessità assistenziale. Successivamente, con l’evoluzione delle tecnologie, attrezzature, e la condivisione di protocolli operativi, si è potuto garantire una assistenza sempre più puntuale e  prossimale all’evento portando l’Ospedale sul territorio e riducendo l’intervallo libero da terapia.
Il nuovo modello, ha richiesto  una forte capacità da parte delle Regioni e delle Aziende, di condurre ad un unico sistema l’insieme delle prestazioni che pur  erogate da servizi diversi devono garantire l’integrazione della fase di soccorso e del trasporto con l’idonea  ospedalizzazione del paziente secondo l’assioma il paziente giusto all’ospedale giusto. In questo caso, la Regione Emilia Romagna e le due Aziende Sanitarie di Ferrara, sin dall’inizio hanno fortemente sostenuto un modello integrato del sistema di emergenza sanitario, mentre in molte regioni il sistema è ancora frammentato e disarticolato tra le varie  componenti.
Azioni sul documento
archiviato sotto:

       

Seguici sui social

direttori

 
Strumenti personali